WeWrite

La rivista che ti ascolta

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

    Cookie Policy

    Leggi ulteriori informazioni sulla e-Privacy Directive

Home

8 marzo: giornata internazionale della donna

E-mail Stampa PDF
(3 voti, media 5.00 di 5)

È una delle creazioni di Dio. Ha creato il peccato. È debole. Ancora non si riesce a capire perché sia considerata il sesso debole, quando detiene in realtà uno dei ruoli più forti sulla Terra, quello di madre. Crescere un figlio, costruire una casa, servire un marito. Questi non sono compiti facili. Da quasi un secolo, le Nazioni di tutto il Mondo rendono omaggio alla Donna con la Giornata Internazionale della Donna ogni 8 Marzo, ma ne vale veramente la pena? Non è forse questa un’altra disuguaglianza di genere? Perché allora non fare anche la Giornata Internazionale dell’Uomo?

Versione originale

She was one of God’s creations. She created sin. She is weak.

I still can’t understand why she’s the weaker sex, when she can hold the strongest position on earth – that being a mother. Raising a child, building a home, serving her husband isn’t an easy task. For almost a century, nations around the world pays tribute to her, Woman, International Women’s Day every March 8, is it worth it? Isn’t it another gender inequality, why we don’t also have International Men’s Day?

International Women’s Day is the story of ordinary women as makers of history; rooted in the centuries-old struggle of women to participate in society on an equal footing with men. In ancient Greece, Lysistrata initiated a sexual strike against men in order to end war. During the French Revolution, Parisian women calling for “liberty, equality, fraternity” marched on Versailles to demand women’s suffrage. So after years of struggle, what can us, women show for it?

Questions are still left unanswered on why there are few women leaders. Think about it, women still have limited access to political powers. It is a known fact that we are still living in a patriarchal society. Since time in memorial, a woman’s position has always been within her family, as well as within the state’s hierarchy – as a dependent, not as leaders of men. Most simply believed that men are better suited to rule, where female, seen as nothing more than an accessory to a country. Regardless of individual personalities and skills, women have been perceived as too weak, kindhearted, irrational and emotional to rule.

Historically proven, there is not a single country where women enjoy the same political status, access, or influence as men do. This despite the fact that women make up half or sometimes more than half of the electorates in most countries. The political area is still a testosterone-clogged battle field. This is not to say that women have not been political. In spite of limited access to political power, women have forged on nevertheless. But there are still so many voices unheard. Stories untold. Should we use egalitarianism instead of the usual feminine-masculine to obtain a more concrete equality in the society?

Michelle Bucu-Torres

WeWrite, anno II, n. 3, marzo 2011


Traduzione a cura di Carlotta Marras

È una delle creazioni di Dio. Ha creato il peccato. È debole. Ancora non si riesce a capire perché sia considerata il sesso debole, quando detiene in realtà uno dei ruoli più forti sulla Terra, quello di madre. Crescere un figlio, costruire una casa, servire un marito. Questi non sono compiti facili. Da quasi un secolo, le Nazioni di tutto il Mondo rendono omaggio alla Donna con la Giornata Internazionale della Donna ogni 8 Marzo, ma ne vale veramente la pena? Non è forse questa un’altra disuguaglianza di genere? Perché allora non fare anche la Giornata Internazionale dell’Uomo?

La Giornata Internazionale della Donna è una ricorrenza in onore delle donne comuni che hanno fatto la Storia; è radicata nei secoli l’antica lotta delle donne per essere partecipi nella società in condizione di parità con gli uomini. Nell’Antica Grecia Lisistrata avviò uno sciopero sessuale contro gli uomini, affinché si ponesse termine alla guerra. Durante la Rivoluzione Francese, le donne parigine al grido di “Libertà, Uguaglianza, Fraternità” marciarono su Versailles per chiedere il suffragio femminile. Così, dopo anni di lotta, cosa possiamo dire o fare noi donne?

Le domande sul perché al giorno d’oggi ci siano poche donne-leader non hanno trovato tuttora nessuna risposta. Pensateci, le donne hanno ancora un accesso limitato ai poteri politici. È un fatto noto che stiamo ancora vivendo in una società patriarcale. Da tempo la posizione della donna è all’interno della famiglia, così come in riferimento alla gerarchia dello Stato – il suo ruolo è quello di dipendente, non di leader per gli uomini. Più semplicemente, è ritenuto che gli uomini siano più adatti a governare, mentre la donna viene vista come nulla di più che un accessorio di un Paese. Indipendentemente da personalità e competenze individuali, le donne sono state percepite come troppo deboli, di buon cuore, irrazionali ed emotive per poter governare un Paese.

Storicamente provato, non c’è un solo Paese dove le donne godano dello stesso status politico degli uomini. Nonostante il fatto che le donne rappresentino la metà, o talvolta più della metà degli elettori nella maggior parte dei Paesi. L’area politica è ancora un campo di battaglia prevalentemente maschile. Questo non significa che le donne non abbiano partecipato alla vita politica. Nonostante il limitato accesso al potere politico, le donne hanno tuttavia fatto notevoli progressi. Ma ci sono ancora tante voci inascoltate. Storie non raccontate. Forse dovremmo usare l’uguaglianza invece del solito “femminile-maschile” per ottenere una parità più concreta nella società.


Michelle Bucu-Torres

WeWrite, anno II, n. 3, marzo 2011

LysistrataMimose

Michelle Bucu-Torres

WeWrite, anno II, n. 2, febbraio 2011