WeWrite

La rivista che ti ascolta

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

    Cookie Policy

    Leggi ulteriori informazioni sulla e-Privacy Directive

Home Lettere dai lettori Steve Jobs: lettera da un nostro lettore

Steve Jobs: lettera da un nostro lettore

E-mail Stampa PDF
(3 voti, media 5.00 di 5)

Il leone Steve
Erano ormai anni che se ne stava lì, nella pianura erbosa, a convivere con il proprio dolore. Ogni tanto, quando si sentiva un po’ meglio, si ergeva e con la tenacia di un tempo portava carne fresca al suo branco. Non sempre riusciva a migrare con i suoi sudditi nelle zone più umide per guidarli verso la nuova stagione. Gli capitava spesso infatti, di delegare a qualche suo fido il compito del leader. E i risultati ne risentivano. Non era mai la stessa cosa. Curato e controllato costantemente dalle femmine più esperte vedeva peggiorare la sua situazione di giorno in giorno. Il resto del gruppo tuttavia continuava ad amarlo.

C’era addirittura chi l’avrebbe seguito in una terribile battaglia contro i rinoceronti. Ah la forza del branco! Ma il re leone era stanco. La forza che aveva trovato in tutto questo tempo per affrontare i suoi simili, lo stava lentamente lasciando. Sapeva che la battaglia per i confini del territorio, da 5 anni a questa parte più estesi che mai, sarebbe stata ancora lunga e dispendiosa. Il presente era amaro e il futuro annebbiato. I suoi erano stati preparati, se anche lui lo fosse stato veramente non lo sapremo mai.
Quando il leone Steve morì, il suo popolo ne pianse la scomparsa per mesi. Il tempo della sofferenza però non trovò mai continuità. La lotta per il dominio della regione richiedeva energie costanti. Gli altri branchi adesso si erano fatti più temibili.


Il breve racconto del leone Steve è stato solo una semplice metafora per descrivere il momento particolare della morte del fondatore di Apple. Di leoni ce ne sono tanti nel mondo. Ogni giorno essi lottano per difendere il territorio, quello che noi esseri umani chiamiamo business. Non ci nutriamo di carne fresca per dare energie nutritive al nostro organismo, ma di monete e banconote per soddisfare i nostri vizi; abitudini e piaceri che si nascondono dietro il sottile velo dell’etica da noi costruito in centinaia di anni per dare una solida struttura alle società.
Ecco che per staccarsi dal monopolio Microsoft molti scelsero la via dell’amore, poi tramutata in fanatismo, per passare alla mela morsicata. Dovevano assolutamente in qualche modo giustificare la transizione da quelli che ormai sono cervelli, cuori e braccia ausiliari dell’essere umano: le macchine, i computer.
Serviva quindi un sentimento forte come l’amore per tagliare il cordone ombelicale tecnologico che fino ai primi anni del duemila ci ha cullati nel suo futuro di belle speranze e di sapere.
Apple da parte sua non ha mai proposto nulla di innovativo. Con grande saggezza Jobs ha voluto ricalcare il percorso di marketing seguito dalla moda e dal design. L’imprenditore di San Francisco aveva capito che il segmento consumer del mercato informatico aveva bisogno di un identità. Il più classico dei principi della pubblicità.
Creò allora dei valori intorno al marchio della mela e con il tempo, con la pazienza ottenne i suoi risultati, senz’altro meritati.
L’errore che però in questo momento non dobbiamo commettere è quello di confondere Jobs con i grandi geni della storia dell’uomo. Non è stata la mela morsicata a rivoluzionarci le vite. Non è stato Steve Jobs ad inventare il web!
Sforziamoci di essere oggettivi: Jobs è stato un grande imprenditore informatico che ha saputo interpretare le tendenze del mercato con grande lucidità e astuzia. Non create per favore miti o nuove divinità. Morto un Papa se ne fa un altro.

Davide Vernich

WeWrite, anno II, n. 9, ottobre 2011

 

Guarda le foto della community di WeWrite

Trafalgar S...

Come sarebbe un mondo senz'acqua?

Acqua - Ivan Libero Lino

Come sarebbe un mondo senz'acqua?

Acqua - Ivan Libero Lino