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Catastrofi naturali

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UraganoL’11 marzo un terremoto seguito da un violentissimo tsunami ha devastato il Giappone; solo qualche giorno dopo, in Birmania un forte sisma ha causato circa un centinaio di morti. A febbraio il vulcano Bulusan nelle Filippine ha messo in pericolo la vita degli abitanti della zona. In Pakistan un anno fa un’alluvione ha provocato milioni di sfollati. Nell’aprile del 2009 un terribile terremoto ha distrutto L’Aquila, e subito dopo sono seguiti i catastrofici eventi sismici del Cile e di Haiti. Una lista lunghissima quella delle catastrofi naturali che ogni anno cambiano la geografia del pianeta provocando milioni di vittime. Negli ultimi tempi il susseguirsi di questi eventi distruttivi ha assunto una frequenza allarmante.

Un giornalista, Jeremy Singer-Vine ha consultato l’International Disaster Database. Si tratta di un database gestito dal Centro per la ricerca sull’Epidemiologia dei Disastri con sede in Belgio. Qui sono raccolti e catalogati tutti gli undicimila eventi di natura distruttiva dall’inizio del Novecento a oggi. Si è così scoperto che i paesi che hanno subito meno alluvioni, siccità, terremoti o altri eventi naturali nell’ultimo secolo sono cinque: Estonia, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Andorra. Sono davvero questi i luoghi più sicuri della terra? La verità sta nel mezzo: va tenuto presente, infatti, che i dati presenti nel database potrebbero non essere stati aggiornati soprattutto per quanto riguarda i dati relativi agli ultimi anni, ed è perciò è possibile che anche in queste nazioni si siano verificati disastri, ma che essi non siano ancora stati registrati.

FulmineVulcano

La catalogazione dei disastri naturali avviene secondo un criterio un po’ macabro: il numero di vittime. Questo parametro è da ritenersi estremamente valido in quanto consente agli scienziati di paragonare eventi di natura molto diversa tra di loro, come terremoti, uragani, epidemie, incendi. Inoltre, va sottolineato che molto spesso il numero di vittime dipende dalla densità abitativa di un luogo: non a caso Etiopia e Bangladesh risultano tra le nazioni più colpite, mentre i paesi più avanzati – o in cui la densità abitativa è più bassa – subiscono in genere minori perdite.

Secondo l’International Disaster Database, inoltre, la catastrofe naturale che ha causato il maggior numero di morti in Italia nel Ventesimo secolo, è stata il terremoto di Messina nel 1908 con circa 75 mila vittime, seguito dal terremoto della Marsica del gennaio del 1915 che ha causato trentamila morti.

Il susseguirsi di questi eventi drammatici fa riaffiorare le antiche paure che sono in noi, facendo crollare tutte le nostre certezze. La forza devastante della natura è in grado sgretolare intere città e paesi come castelli di sabbia, annientando in un attimo le vite migliaia di uomini. Tutto ciò ci fa riflettere su temi come l'impossibilità dell’uomo di dominare le forze della natura e su quali siano i limiti da porre al progresso e alla tecnologia per fare sì che l’uomo impari a gestire saggiamente le risorse energetiche del pianeta e a rispettare la natura.

Sara Sirtori

WeWrite, anno II, n. 4, aprile 2011