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Libri: Customer Parade - Una classifica semi-seria

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Libri: customer paradeLeggo ovunque che gli italiani non leggono. O meglio, per il Censis (dati 2009) solo il 56,5% considera la lettura un’importante e, perché no, piacevole attività quotidiana. Beh, più della metà, pensavo peggio! Alt! In questa statistica risulta “lettore” anche chi in un anno ha letto un solo libro, magari pure costretto da un insegnante, se si tratta di giovani web-videogame-TV dipendenti. Ho pensato di prendere in mano questa statistica e di unirla al mio lavoro per una importante libreria del centro di Milano. Scopo dell’esperimento? Capire quali titoli e generi vadano per la maggiore, in una città culturalmente vivace, quantomeno rispetto agli standard, e, soprattutto, tracciare una panoramica (e già che c’ero, una classifica semiseria, a cavallo tra Severgnini e il Nick Hornby di Alta Fedeltà) dei più esilaranti clienti-tipo che ho incontrato in questi mesi di lavoro.

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Bookcrossing: cos'è, come si fa, le zone

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Libri: bookcrossingTi siedi su una panchina, accanto a te c’è un libro abbandonato. Non c’è nessuno. Due reazioni: curiosità o indifferenza. Se la curiosità risulta vincitrice, tra le mani sfogli il libro e davanti agli occhi hai un’etichetta con la scritta: “Hai preso un libro itinerante”, una breve spiegazione con tre semplici passi da seguire.



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Odg e libertà di stampa, la storia infinita

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Odg e libertà di stampaOrdine Nazionale dei Giornalisti – L'Ordine Nazionale dei Giornalisti fu istituito nel lontano 1928 per volontà di Benito Mussolini e, come tutti sanno, è tuttora esistente e operante. Nel corso dei decenni sono state sollevate più volte discussioni riguardo l'anticostituzionalità di questo organo. L'Articolo 21 della nostra Costituzione, infatti, recita quanto segue: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

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Coco Chanel: un lungo anelito alla libertà

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Gabrielle “Coco” Chanel«Ad appena vent’anni ho fondato una casa di moda. Non fu una creazione di un’artista né quella di una donna d’affari,  ma l’opera di un essere che cercava solo la libertà». (Louise de Vilmorin, Coco Chanel, 2007 ed. Sellerio).

Liberarsi – La vita di Gabrielle “Coco” Chanel (1883-1971) fu un lungo e ininterrotto anelito alla libertà. Cresciuta in orfanotrofio,  raggiunta l’età per lasciarlo inizia a lavorare come commessa e contemporaneamente si esibisce come cantante in un caffè di Parigi; da qui comincia la sua rincorsa al riscatto: desiderosa d’indipendenza sfrutta tutte le possibilità che la vita le dà. La prima, che coglie al volo, è la fuga con Etienne de  Balsan nel 1904 a 24 anni; sarà lui a finanziare la prima attività di Coco: cappellini di paglia, in netto contrasto con i copricapi paludati e pieni di orpelli dell’epoca, che ebbero subito uno straordinario successo grazie al passaparola. Da lì in poi l’ascesa e la rottura con il passato di Mademoiselle, perenne inquieta, non si fermeranno più: comincerà ad aprire negozi, a incrementare il fatturato diventando una brillante donna d’affari proprio grazie a quello che non voleva per sé e per le donne dell’epoca.

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